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Persino il Corriere della sera online apre con la questione "carceri e giustizia" …. gennaio 26, 2013

Il Corriere della sera online apre oggi con questioni “radicali”, da noi anticipate

Posto per ricordarci quanto scrivemmo e commentammo, anche con molta, eccessiva asprezza, sulla questione drammatica delle carceri iperaffollate, autentica tortura condannata dalla Comunità europea.

 

Controproducente perchè rafforza l’inclinazione criminale, nonchè le amicizie ed i trasferimenti di “saperi” tra delinquenti, i quali troppo spesso sperimentano proprio in carcere la necessità dell’affiliazione alla malavita organizzata. 

 

E poichè, come emerge da ogni inchiesta, oltre che dall’esperienza unanime di chi c’è stato, i boss mafiosi certo non vengono maltrattati nelle mura delle galere, potremmo anche ipotizzare che questa forma di “educazione” e “reclutamento” del criminale comune, che in libertà poteva permettersi un certo margine di indipendenza criminosa ma lì ristretto rischia tutto e di tutto, sia appunto desiderabile anche per le cosche. E che esse stesse, per certi versi, mirino alla conservazione dello status quo. 
Altrettanto pernicioso pare il mix diabolico di obbligatorietà dell’azione penale, di non depenalizzazione di reati minori, quali ad esempio il consumo di droghe leggere, di carcerazione preventiva (che sarebbe al momento prossima al 40% del totale), di carico pendente processuale per milioni e milioni di casi, poichè produce l’estinzione dei processi per chi riesce, attraverso l’abilità (e gli agganci) dei suoi legali, a ritardare le sentenze, ottenendo così la prescrizione. 
In tal modo si realizza uno degli scopi segreti dell’amministrazione della giustizia in Italia… che, appunto, giustizia non vi sia. Che il debole soggiaccia pertanto al forte, al ricco, al potente, all’intrallazzato.

Il secondo scopo essendo l’arricchimento delle caste che, nel processo, croce per ogni altro, trovano la loro delizia, sociale ed economica: magistrati, avvocati, periti, ufficiali giudiziari, cancellieri.
Ciascuno reggente la sua parte, grande o piccola, di potere, che il caos, l’inefficienza, l’assenza di ogni controllo, l’illegalità insomma diffusa, accentuano all’infinito.
Del vero motivo per cui la comunità si sobbarca del loro mantenimento, invece, non c’è quasi traccia sensibile.
Detto motivo sarebbe la definizione delle controversie, quanto più prossima ad equità possibile, necessariamente in tempi ragionevoli. Se comparate alla vita umana ed all’esempio che esse devono mostrare alla comunità.
Il processo essendo insomma la patologia della vita quotidiana, non parte inevitabile e inesauribile di essa. Come avviene in Italia.
La reazione alle soluzioni proposte, necessariamente drastiche poichè impellente e drammatico è il problema da affrontare, è purtroppo sempre assai scomposta.
Una di queste, forse la più importante e risolutiva, ancorchè non ideale nè esente da controindicazioni (come qualsiasi medicina che, però, salva il paziente), è certo l’amnistia.
Quale anno 0 da cui ricominciare secondo diritto e pragmaticità,
Come scoprirete dagli shot screen che alleghiamo, tratti sempre dal corriere della sera online, 8 gennaio, l’opinione pubblica non fa altro che abbandonarsi a commenti irati, impietosi, inedotti e surreali. Indice della reazione “di pancia” al sollevarsi di tematiche purtroppo non più eludibili.
Notate anche come quel che all’epoca fu un trafiletto, che non diede adito a particolari commenti, appena poteri forti italiani (quali indubbiamente le Corti d’Appello) lo fanno loro, diviene oggi argomento da prima pagina. 
Questo sempre a proposito dell’indipendenza, del coraggio e dell’utilità (nulla, anzi direi disutilità) dei media italiani.
  Ma vediamo quali sono state le prime reazioni dei lettori del corriere della sera online a questo trafiletto. 
Senza statistiche in mano,direi che certo non appartengono alla parte meno acculturata della nazione, non foss’altro che leggono. 
E leggono di argomenti che, comunque, non sono solo calcio o donne nude o amorazzi di attori e attrici. 
Giudicate voi stessi:
Anche in questo campo l’Italia permane all’Evo Medio. Molto probabilmente anche le esecuzioni in piazza avrebbero un loro perchè, un loro apprezzamento. Più economiche, dirette, risolutive. 
Forse perderemmo il volano dell’edilizia che un commentatore intravede… ma volete mettere che soddisfazione veder penzolare la gente dalla forche? Magari anche parecchi innocenti… un Tortora, che so…
“Dei delitti e delle pene”, C. Beccaria
Che questo sia il paese di Cesare Beccaria, chi lo direbbe… poteri forti, magistrature e gente comune, non illetterata, tutti a sostenere un sistema non solo inumano, ma anche illegale, criminogeno ed inefficace. In nome della giustizia e dell’ordine pubblico.
 Pe approfondire la questione, rimandiamo al precedente post:
Anche qui i commenti sono stati, con nostro dispiacere, in perfetta sintonia con quelli espressi sul corriere della sera…
A Corporeus corpora, pur con qualche battibecco interno, riteniamo che ciò provenga da ignoranza stratificata che diviene purtroppo sfogo violento. 
Come questa istantanea da yahoo anwers parrebbe dimostare. Fa impressione lo smarrimento del “diacono venerabile” di fronte alla proposta radicale per l’amnistia, di cui mai ebbe giustificazione (“E’ una domanda seria, a cui nessuno mi ha mai risposto”). 
E’ di tutta evidenza, infatti, che i mezzi di comunicazione di massa si guardano bene dallo spiegare quel che pure è spiegabilissimo (leggete qui), in modo da lasciar spazio all’irrazionalità ed alla chiusura ad ogni cambiamento, eterne figlie dello smarrimento, della paura, della disinformazione. 
Notate bene che anche se il Corriere della Sera sbatte oggi la questione in apertura, si guarda anche solo dall’accennare ai radicali, che pure non fanno altro se non parlare di questo, giungendo a presentare liste di scopo apposite
O alle soluzioni possibili del grave problema, senza coloritura politica. Tra cui, certamente, l’amnistia. Forse l’unica praticabile.
Ecco a voi questa ulteriore testimonianza, ripresa dalla rete:
Continuiamo perciò a diffondere le nostre idee, a breve corroborate da un nuovo intervento di Catograham, molto argomentato. 
Nella speranza di migliorare la vita di tutti. 
Anche la nostra.

Avendo un pò di tempo, per una comprensione profonda dell’annosissimo problema della giustizia, del diritto e dei suoi rappresentanti e tecnici in Italia, suggeriamo caldamente

Storia e teoria della giustizia in Italia: le riforme ed i privilegi

 

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