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ILVA, ultim’ora: un nuovo decreto per Martedì? Il governo solleverà dalla competenza il tribunale tarantino? gennaio 19, 2013

La potente arma del governo contro la magistratura riottosa, nel caso ILVA

Alti livelli di diossina e PCB nelle terminazioni nervose di governo, sindacati, confindustria, azienda!!!

Dichiarazioni populistiche, pochissimo serie, si susseguono in nemmeno 24 ore… 

Evidentemente il ministro Clini, durante le sue visite tarantine, deve essersi troppo esposto (forse nello stabilimento, di fronte agli operai, magari per dimostrare la innocuità delle immissioni ILVA) a dosi massicce di diossina e PCB. 
E’ il primo caso in cui esse conducono rapidamente alla demenza, ma riteniamo siano state solo fattore scatenante di una eziologia più complessa, certamente genetica.
Resta il mistero di come Mario Monti, vero uomo di paglia dal cuore di panna con la testa di legno, abbia potuto sviluppare la medesima patologia degenerativa della corteccia… visto che a Taranto non c’è mai stato… Per lui, il suo passato e futuro DC (ampiamente illustrato in questo sito nelle “antologie montiane”, una e due), preferiamo l’ipotesi empirica enucleata nel post dedicato al potere della droga contro la droga del potere, deducendone certamente la maggior perniciosità dell’ultima. 
L’interessante teoria la trovate qui:  Flower children Vs Frattini & Giovanardi , ma a questo punto aggiungerei “…& Clini & Monti”.
Vediamo perchè.

Sia detto anticipatamente, il circuito in cui si esercita il potere giudiziario è pienamente autoreferenziale, per scelta costituzionale fondata su consolidata architettura Tocquevilliana.
Lo sanno anche i bambini. L’unica possibilità di intervento contro i magistrati, fossero anche in evidente errore, doloso o colposo, l’hanno gli organi togati. 
Il CSM, che viene saldato alla politica, quindi alla scelta elettorale, mediante la parte di suoi componenti scelti dal parlamento tra i “giurisperiti” – ai quali ho dedicato una fondamentale analisi storica e teorica. Nonchè mediante la presidenza della Repubblica, formalmente a capo del consiglio superiore di magistratura. 
L’unico giudizio in merito a questioni di costituzionalità e di ambito di esercizio dei poteri nello Stato è quello della Corte Costituzionale.
L’unico giudizio sulle fasi intermedie del processo, come sulle sentenze, è quello degli organi di appello sostanziale (secondo grado) e formale (Cassazione).
Oltre a ciò c’è il potere ispettivo del ministero della giustizia, per ragioni disciplinari… che in questo caso non trova alcun fondamento. Se non fosse così, l’avrebbero certamente ed ampiamente utilizzato, nonostante tutti i suoi limiti e le controversie che ne hanno sempre accompagnato l’esiguo utilizzo…
Alla luce di quanto qui detto, leggiamo le dichiarazioni farneticanti di alcuni sindacalisti, del Consiglio dei ministri d’urgenza, allargato agli enti locali, (18 gennaio). 
Per come le riporta La Stampa:
«Dopo aver ottenuto questo grande risultato – commenta Vincenzo Castronuovo della Fim Cisl di Taranto – abbiamo deciso di revocare lo sciopero e abbiamo potuto tranquillizzare i lavoratori (l’aveva appena indetto ad oltranza, N.d.A.).

La prossima settimana l’azienda ci farà conoscere il piano industriale. È importantissimo arrivare allo sblocco dei prodotti perché in questo modo l’azienda può garantire il pagamento degli stipendi e ci aspettiamo anche il rientro dei cassintegrati, che erano molto preoccupati per quello che stava accadendo. L’Ilva – conclude Castronuovo – stava perdendo le commesse e la produzione veniva dirottata a Genova».

Ieri il vertice convocato d’ urgenza a Palazzo Chigi dal governo con i rappresentanti dell’ Ilva e delle parti sociali aveva concluso che la legge salva-Ilva deve essere applicata da tutte le parti in causa «integralmente e immediatamente», «pur in pendenza del giudizio della Corte Costituzionale», e «l’azienda pagherà le retribuzioni». Al termine dell’incontro, durato diverse ore e al quale hanno partecipato il premier Mario Monti, il presidente della Puglia Nichi Vendola, i segretari nazionali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl, il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, e il presidente dell’Ilva, Bruno Ferrante, un comunicato inequivocabile: «Nell’assoluto rispetto della magistratura e nell’ intento comune prioritario di tutelare l’ambiente e la salute dei lavoratori e dei cittadini di Taranto, e in attesa del giudizio di costituzionalità in corso», la legge va applicata senza se e senza ma, in modo da «innescare il circolo virtuoso risanamento ambientale-tutela della salute-tutela dell’occupazione che deve risolvere il problema Ilva di Taranto»

A sottolinearne i contenuti, in una conferenza stampa, lo stesso Monti e il ministro Clini, che ha precisato come la legge preveda che «l’azienda rientri nella disponibilità dei prodotti finiti per la loro commercializzazione». 

Dal governo è in arrivo un nuovo decreto, ma la Procura è pronta a dare battaglia.

Questo decreto dovrebbe essere pronto entro martedì, dice la vecchia conoscenza Catricalà:

Un nuovo decreto Salva Ilva entro martedì. La questione Ilva non si ferma. Dopo lo stop della , ecco la risposta del governo che ha annunciato la possibilità di un decreto ad hoc pubblicato entro Martedì. E’ il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Antonio Catricalà, ad annunciarlo nel mentre di una riunione tra Governo e parti sociali tenutasi a Palazzo Chigi. (da Mondoinformazione)

Allora, analizziamo il testo.
L’Aquinate non assolverebbe Castronuovo della FIM – CISL
Il sindacalista, nemmeno 24 ore dopo aver indetto uno sciopero ad oltranza, lo revoca. 
Ieri afferma che l’azienda ha manifestamente dimostrato di non avere un progetto industriale, nè i soldi per metterlo in opera secondo l’ AIA, adesso afferma che l’azienda ha il piano, che presenterà la settimana a venire. Che i soldi per gli stipendi ci sono, che verranno richiamati i cassintegrati, che i lavoratori sono stati tranquillizzati. 
Infine, contravvenendo addirittura al principio per cui quel che è accaduto nel tempo limita persino Dio (almeno secondo Tommaso D’Aquino), dichiara che le commesse in Oklahoma e per l’IRAQ, annullate per aver contravvenuto alla tempistica di consegna, “stavano per essere disdette”… ma… c’è un ma? Si torna indietro nel tempo? 
Oppure non sono mai state disdette, quindi le dichiarazioni dei giorni trascorsi, diffuse dall’azienda, son false?
Ma andiamo oltre…
ILVA, parti sociali, Regione Puglia, Comune di Taranto dichiarano che si DEVE applicare in tutte le parti la legge ILVA, “integralmente e immediatamente”. Che l’azienda “pagherà le retribuzioni”…
Ma nè governo, nè regione, nè comune, nè confindustria hanno alcun potere diretto nè sulla magistratura locale, nè sull’appello, che ha confermato tutto, nè sulla Corte Costituzionale, nè sul CSM. Pertanto il loro “DEVE” è una pistola caricata a salve, anzi, nemmeno: una pistola giocattolo di quando ero bimbo…
Altrettanto dicasi della retribuzione dei dipendenti, che spetta all’azienda, se essa ha denaro e volontà per corrisponderla. 
Lo Stato non può pagare al posto suo, nè finanziarla direttamente. Per norme esplicite europee…
Il contenuto del comunicato sarà anche inequivocabile, ma è lasciato alla volontà della magistratura, in senso ampio. Non c’è nulla che possano fare, se non privare la magistratura della competenza. Aprendo però le porte ad una possibile rivoluzione di piazza.
Infatti, sibillinamente, l’articolo accenna ad un nuovo decreto in arrivo… 
non so vederne altro scopo che l’attribuzione della competenza, ope legis, a altro tribunale… fermo restando che i provvedimenti in corso resterebbero in piedi.
 

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