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Lettera pannelliana al Presidente Monti: Corporeus corpora riceve e pubblica per estratto gennaio 7, 2013

“Soprattutto a questi, ai cuori.”

Premessa: non siamo nè saremo mai organo di informazione del partito radicale. Cui ci lega lunga convergenza di opinioni, cultura e talvolta militanza. Ma non organica collaborazione.

Ne critichiamo sovente alcuni aspetti che ci paiono deteriori, sebbene per certi versi obbligati da un clima italiano tradizionalmente avverso all’approccio liberale, laico, razionale. E se non deteriori, di certo ben lontani dallo spirito dei tempi e dalle modalità comunicative ad essi connaturate.
Ad esempio è arduo esser d’accordo sul “mendicare” posti in parlamento presso una DC che prova a rinascere dalle sue ceneri. 
Nonostante la visita di Mario Monti a Marco Pannella in sciopero di fame e sete, nonostante questa sia forse l’unica possibilità per cui i radicali possano rivestire ancora quel ruolo insostituibile di “controllori” nelle patrie galere.
Da notare, comunque, che la proposta viene avanzata a tutte e tre “le coalizioni principali – per non dire consociate per concorrere (e insieme spartirsi) al bottino istituzionale” (sic!)
Non si tacci mai, pertanto, Marco Pannella di piaggeria. 
Ma, al limite, di alchimismo politico di prima forza.
N.B. Corporeus corpora non ha colorazione politica, propone dati, opinioni e ipotesi argomentate.
Su cui chiunque è liberissimo di esprimersi, senza con questo doversi continuamente trapassare il limiti della dignità altrui e dell’equilibrio. Gli autori, del resto, non hanno mai lesinato risposte ed attenzione alle obiezioni ed alle tesi dei commentatori. 
Come avviene in ben pochi altri luoghi internetici
Il rotolamento verso la confusa caciara, l’invettiva (cui purtroppo noi stessi ci siamo occasionalmente lasciati andare) e la confutazione sterile, ci ha indotti ad un’alterazione del primevo e liberissimo protocollo di commento. 
Non ce ne vogliate, ma è parso necessario accostarci alla prassi della stragrande maggioranza dei siti di informazione, abbandonando la scelta “anarchica” che pure io, personalmente, preferivo. 

Qui a seguire una non autorizzata “riduzione” (per oggettive ragioni di consultabilità) della lettera aperta inviata da Pannella all’intero governo, incentrata soprattutto sull’argomento carceri, di cui i radicali e solo i radicali si occupano, nonostante il palese degrado del diritto, dell’umanità e della sicurezza che la condizione dei detenuti italiani innesca nelle loro vite come nelle nostre.

Nel più classico dei modi pannelliani, essa contiene una larga serie di spunti tanto intellettuali quanto pragmatici, come non se ne riscontrano eguali nell’attualità italiana. E capaci a nostro giudizio di rivestire interesse al di là delle vicende umane e politiche di ciascuno.

Buona lettura:


06/01/2013,
Al Presidente del Consiglio Mario Monti e ai membri del Governo: segue lista…

e p. c. al Presidente della Camera Gianfranco Fini ed al Presidente PierFerdinando Casini

Caro Presidente,

ti avevo di già comunicato l’ipotesi – che come ti preciserò accoglievo con interesse positivo – di un mio, nostro scegliere la tua coalizione – e la scelta conseguente – per le imminenti elezioni.

Mi avevi risposto che avresti riflettuto e fatto sapere la tua risposta – l’ho avuta quando hai annunciato “urbi et orbi” quali fossero i tuoi alleati, i tuoi coalizzati.

Temo che tu non sia stato aiutato a valutare pienamente le nostre, mie storie – non solo italiane – e il conseguente valore di quella ipotesi.

Tu hai qualificato con un binomio – Europa e laicismo – la tua agenda. Dovresti almeno riflettere sugli “agenti” delle “agende”.

Sul nostro federalismo militante (al quale Altiero Spinelli – poco prima di lasciarci – pubblicamente e solennemente dichiarò che senza il nostro apporto, che tu ben conosci, in particolare quello di Emma Bonino, sogno e opera comuni rischiavano di esser tragicamente perdenti, persi) non puoi – credo – avere dubbi.

Noi li abbiamo avuti – invece – quando di recente tu pubblicamente dichiarasti che “Stati Uniti d’Europa non ci saranno mai e nessuno ne avrebbe sentito la necessità”. Siamo certi che in quella occasione la tua affermazione non esprimeva la sostanza delle tue convinzioni, ma – tranne noi – nessuno te ne chiese conto, per chiarire l’equivoco. Anzi, gli spinelliani (?!) del Parlamento europeo, Verhofstadt e Cohn-Bendit, ti applaudirono salutandoti come «un vero federalista al Consiglio europeo»!

Ancora: noi chiediamo, esigiamo – qui ed ora – alle elezioni, così come in ogni momento della nostra vita politica e in quella personale, che l’Italia, questa Italia, esca dalla assoluta flagranza criminale nella quale da decenni e decenni insiste, persevera nei confronti delle giurisdizioni europee, internazionali e – in primissimo luogo – della Costituzione italiana.

Non solamente, bada bene, caro Presidente, per i veri e propri aggregati consistenti, terrorizzanti, di shoah italiana, che ormai riguardano centinaia di migliaia di famiglie, di lavoratori, di volontari, di detenuti e detenute (di oltre 31 nazionalità).

No, caro Presidente, siamo deplorati – incessantemente e a ritmo sempre più incalzante – non solo e non tanto per queste terrorizzanti carceri, quanto per il massacro (senza precedenti, fascisti, nazisti, comunisti) dell’Amministrazione della Giustizia (che è ormai denegata giustizia) contro lo Stato di Diritto e i Diritti Umani (ripeto: i Diritti Umani) dei residenti nel nostro territorio – infamandolo nella sua Storia! – con i suoi 10 milioni di procedimenti, penali e… “civili”.

A questo proposito spiega ai tuoi che a questa cifra vanno aggiunti ben più di 2 milioni di prescrizioni che negli ultimi 3 lustri sono state qui decretate.

Caro Presidente,

nelle tue Agende, su tutto questo non v’è traccia, Consapevolezza, solo buona coscienza a buon mercato, con una responsabilità profondamente, follemente, criminalmente… anti-europea, anti-italiana, anti-civiltà umana (consentimi – te ne prego – la letteralità meditata e pertinente di queste qualifiche).

Presidente, te ne scongiuro, personalmente e per i tuoi cari, per le tue convinzioni spirituali, religiose, civili… Civiche!!!

[…]
Abbiamo compreso e sottolineato come, per giudicare, valutare la vostra opera, occorreva, anche semplicemente per onestà intellettuale, valutare la catastrofica continuità, eredità della partitocrazia “antifascista” con quella fascista, quella del ventennio, con la sua infame ideologia e le conseguenti infamie giuridiche e giurisdizionali, il rispetto della sua propria legalità fu assicurata, per eccesso, come naturale per uno Stato gentilianamente“etico” e non più crocianamente “liberale”, laico, civile.

Ma nel sessantennio di questa partitocrazia “antifascista”, una rapida metamorfosi del male gli ha permesso di distruggere lo stesso Diritto, sicché ben poche sono le leggi e norme (fra decine di migliaia) formalmente “vigenti” ma sostanzialmente violate, abolite, negate, bestemmiate. Così come lo sono i tanti magistrati onesti, capaci e lavoratori, anche se tutti – perché “statali” – super pagati e super costosi, più dei malfamati “politici” partitocratici, “antifascisti”!

Abbiamo anche tenuto conto, pubblicamente, sottolineandolo, non solamente del disastro – che bene o male – hai, avete scongiurato, e dell’immediato assedio del Parlamento dei “nominati”, spesso molto migliori della loro fama, anche se governati dai… loro nominatori di Regime.

[…] 
Dunque, dicevo, “Europa e laicismo”. Veniamo al “laicismo”. Dai tempi lontani dei movimenti universitari noi abbiamo – senza eccezioni, in un sessantennio! – perseguito “l’unione laica delle forze” contro la miseria della “unione delle forze laiche” da allora. Così, già da allora!, lottammo uniti con le forze genuinamente e ufficialmente “cattoliche”, europee in sintonia con quella “sinistra liberale” (quella del PLI) che si assunse la drammatica responsabilità di far cadere il – pur per tanti versi “nostro” – Presidente Ferruccio Parri, per sostituirlo con Alcide De Gasperi (per il quale, finché venne liquidato dai suoi, fu dogma politico l’alleanza con “i laici-liberali” PLI, PRI, PSDI, e l’AILC di Silone, Orwell, Hannah Arendt, Nicola Chiaromonte, libera di “Tempo presente”, il federalismo di Altiero Spinelli e Ernesto Rossi, la scelta NATO (la NATO di Ike Eisenhower e Ridgway) dei Salvemini e dei Don Sturzo.
[…]
Noi ci “presentiamo” alle elezioni partitocratiche, antidemocratiche, con una “lista di scopo”. Priorità – per noi – assoluta, Presidente Monti: quella di interrompere la flagranza tecnicamente criminale della Repubblica italiana contro la Giurisdizione (costituzionalizzata) europea (della CEDU e non solo), fondata e sviluppata su quella dell’ONU e del suo Sistema.

Anche chi sarà nominato dalla partitocrazia a nuovo nostro supremo magistrato condividerà con te la tremenda responsabilità nostra, italiana ed europea.

Comunque noi chiediamo:

l’uscita dalla flagranza storica criminale e criminogena del nostro Paese. Tutto qua! La sola riforma strutturale dello Stato, della giustizia, concepita tanto quanto censurata, vietata, ignorata dal popolo e dalla democrazia italiani, è manifestamente, materialmente, quella dell’Amnistia. Riducendo in tal modo a 2 milioni i 5 milioni di procedimenti penali, la “non ragionevole durata” dei processi italiani.

[…]
Caro Presidente,

come già in passato, nella imperante situazione antidemocratica italiana (lo siamo, già, in assoluta chiarezza per le prossime “elezioni”) noi Radicali abbiamo rinunciato a “presentarci” in quanto tali. Abbiamo invece promosso una “Lista di scopo”, per tutti quelli che lo condividono. Per questa Lista chiediamo “ospitalità” alle tre coalizioni principali – per non dire consociate per concorrere (e insieme spartirsi) al bottino istituzionale – che potrebbe anche – in teoria, almeno! – fare rientrare in legalità e democrazia il nostro Paese.

Se nessuno di voi accettasse di ospitare questo nostro modo di essere “per l’Europa e il laicismo” noi continueremo ad adire a ciascuna e tutte le giurisdizioni sovranazionali, documentando la flagrante violazione dell’Italia dell’art. 7 del Trattato sull’Unione europea in combinato disposto con l’art. 2, con le conseguenze previste di sospensione dei diritti propri degli Stati membri.

[…]

Signor Presidente,

ritengo non superfluo, forse necessario, aggiungerle in proposito – se non ne fosse già stato informato – che ufficialmente la Conferenza Episcopale Italiana si è pronunciata per lo scopo dell’amnistia. Le liste “Amnistia Giustizia Libertà” includono, come candidati o espliciti sostegni, molti esponenti cattolici e anche noti e significativi candidati ecclesiastici.

[…]
Inoltre il Senato della Repubblica si è autoconvocato nel settembre 2011 – per la seconda o terza volta dalla sua costituzione – su questo stesso scopo, mentre alla Camera dei Deputati fu superato il numero richiesto dalla Costituzione, con lo stesso scopo. Ma non fu presentato, poiché la Camera avrebbe dovuto riunirsi, per Costituzione, subito dopo il Senato, ma il Presidente Fini ritenne che la auto-convocazione del Senato presentasse anomalie, e la Camera – per questo motivo – pur autoconvocata – non fu riunita.
[…]
La informo inoltre che oltre 130 cattedratici costituzionalisti e proceduralisti penali avevano ormai da un semestre sottoscritto un pubblico appello al Presidente della Repubblica, stilato dal Professor Pugiotto, perché facesse messaggi alle Camere sugli scopi summenzionati. Ma il Parlamento – unico suo interlocutore costituzionale – è stato consapevolmente, ostinatamente ignorato.
[…]
Per ora, comunque, l’ipotesi di una unità, di un’associazione di Regime, per poter persistere nella flagranza criminale contro la CEDU e l’Unione europea, contro Stato di Diritto, contro Diritti Umani di tutti i cittadini italiani, e dei comunque residenti in Italia, non può essere purtroppo di certo esclusa.

Io spero che lei voglia – e, ora!, finalmente possa – offrire l’ospitalità riparatoria, democratica che le chiediamo, e così anche potendo noi sostenerla, e farla sostenere.

Signor Presidente,

le chiedo di perdonarmi l’invio di queste lunghe pagine, scritte nottetempo mentre sto per passare dalla fame alla sete. Non sono certo né il Zola del caso Dreyfus, né il Bernanos de “I Grandi Cimiteri sotto la luna”, né Léon Bloy di “Le Salut par les Juifs”, né Hannah Arendt, della banalità e della metamorfosi del male, non l’Ignazio Silone di “Fontamara”, e men che mai, purtroppo, un altro abruzzese, Benedetto Croce, che invitava nel 1947 l’Internazionale Liberale, riunita a Cambridge nell’immediato dopoguerra, ad aprire i suoi lavori intonando il “Veni Creator Spiritus”…

Tento doverosamente, da nonviolento, non di “mostrare i muscoli” ma di trasmettere l’energia (o “spirito”?) perché lei abbia meglio la forza necessaria – pur nel Regime che ci opprime e incinichisce tutti – di afferrare – come potere, come potente – la sua propria legalità, la sua propria storia, che ben conosciamo, noi Radicalmente Credenti in altro, che non sia la violenza attuale di Cesare, e delle sue nuove catacombe, ma scegliendo consapevolmente la forza dei “Pietro”, inermi e pur con-vincenti, da lui crocifisso – poco più in là della sua storica sede – testa all’ingiù.

Auguri, interessati, necessari. «Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,perché saranno saziati». Ci crediamo, ne siamo Credenti, con il sensus civium dei popoli italiani, sensus fidelium dei loro “fedeli”.

Auguri!

Marco Pannella 

 P.s. 
[…]
Ancora una osservazione sulla tua annunciata proposta di ridurre il numero dei parlamentari. Forse non hai tanto abbastanza presente il fatto che, in tal modo, si colpisce la base storica stessa delle democrazie anglosassoni che esigono un rapporto territoriale e popolare limitato e preciso fra territori ed elettori ed eletti. Hai fatto il conto dei parlamentari del Regno Unito fra eletti a Westminster e membri eletti ed ereditari della Camera dei Lords (come le riforme proposte dal nostro carissimo e liberale Lord David Steel)?
[…]  
Ti accludo le frasi conclusive del grande intervento di Benedetto Croce nel dibattito sulla nuova carta costituzionale della Repubblica italiana. Viva, se consenti, Don Benedetto della laica religione della libertà, liberale necessario al futuro umano e non solo italianofono.
[…]
«Veni, creator spiritus,

Mentes tuorum visita;

Accende lumen sensibus;

Infunde amorem cordibus!». 

Soprattutto a questi: ai cuori.
Come noterete, se avrete avuto l’ardire di leggere sin qui, anche “tagliato” il testo si presenta lunghissimo e denso di riferimenti, nonchè capace di presentare un approccio “originale” alle questioni politiche, del tutto innovativo rispetto alla tradizionale, italica faziosità. Questo è pur sempre il paese di cui scriveva Dante.
Non sarà sfuggita anche la forza indomita e leonina di Marco Pannella, che prosegue la sua battaglia con ogni mezzo e argomento, senza tema di chiudere con una invocazione allo spirito creatore, dichiaratissima citazione crociana…
Era d’obbligo, per un sito denominato “Corporeus corpora (corda deus)”,  farne menzione.
 

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