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Crestomazia ILVA: opinioni a confronto, da Altamarea a Michele Scandroglio. Passando per Clini dicembre 18, 2012

Il bel volto sincero dell’onorevole Scandroglio

Da quali pulpiti vengono le prediche… 

Clini, ancora lui, nel video finale… 

A seguire i testi comparsi nelle ultime ore riguardo al prossimo passaggio alla Camera del “decreto pro ILVA”. Tutti interessanti. La nuova idea-decreto del ministro Clini, ad esempio. Oppure la velina governativa pubblicata dalla Gazzetta del mezzogiorno, la notizia ANSA del SIT IT  pro decreto, assai disinteressato, realizzato a quanto pare questa mattina dalle ditte che lavorano nella movimentazione dell’acciaio.
Interessante anche il comunicato di Altamarea, pubblicato dal Fatto quotidiano, giornale assai forcaiolo ma in questo momento utilissimo alla causa, che riprende essenzialmente l’analisi da noi pubblicata nell’immediatezza della promulgazione del decreto e del suo emendamento, a quanto pare inglobato nel testo legislativo. Che presenterebbe ulteriori aspetti e norme, tutti dedicati alla situazione tarantina.
Infine, l’apodittico intervento dell’onorevole Scandroglio, del PDL, che proclama il suo diktat da Primapaginanews:  
 ”Il decreto legge sull’Ilva va approvato con la massima celerità, per garantire la continuità produttiva dello stabilimento di Taranto e degli altri stabilimenti, tra cui quello di Genova”. Lo dichiara in una nota Michele Scandroglio, deputato Pdl, membro della commissione Lavoro della Camera.

In estratto dalla Gazzetta:
 Il decreto, pubblicato sulla «Gazzetta Ufficiale» dello scorso 3 dicembre dopo la firma del presidente Giorgio Napolitano, è stato già approvato in commissione alla Camera nei giorni scorsi ed emendato in alcuni punti. E’ stata infatti introdotta tutta una parte che attiene le misure di prevenzione e protezione della salute della popolazione più esposta agli effetti dell’inquinamento. In particolare, all’articolo 1 del decreto è stato aggiunto che «il ministro della Salute riferisce annualmente alle commissioni parlamentari sullo stato di salute della popolazione coinvolta, sulle misure di cura e prevenzione messe in atto e i loro benefici».

E ancora, riprendendo la metodologia della legge regionale della Puglia dello scorso luglio che ha introdotto la Vds, la Valutazione di danno sanitario per l’inquinamento dei poli industriali di Taranto e Brindisi, nel decreto legge ora si afferma che in tutte le aree degli stabilimenti industriali cui si applicano le norme (quelli ritenuti strategici per l’economia nazionale e con occupazione superiore ai 200 addetti) le Asl e le Arpa locali «devono congiuntamente redigere, con aggiornamento almeno annuale, un rapporto di valutazione del danno sanitario (Vds) anche sulla base del Registro tumori regionale e delle mappe epidemiologiche sulle principali malattie a carattere ambientale».

 In estratto da ANSA:
 ”Anche noi – sottolineano in una nota – amiamo i nostri figli. Vogliamo la salute; vogliamo il lavoro”. Sarebbero 500 le microimprese interessate con 600 lavoratori dipendenti.

In estratto da il Fatto Quotidiano:
I miglioramenti in materia sanitaria apportati dalle competenti Commissioni al testo originale del decreto legge, seppure apprezzabili, si riferiscono unicamente alla gestione dell’emergenza sanitaria tarantina, mancando di una visione strategica e di ogni approccio in termini di prevenzione.
Tra i tanti punti negativi, sono sette quelli che ci allarmano particolarmente.
Anzitutto, lede la gerarchia dei diritti garantiti dalla Costituzione Italiana, subordinando la tutela della salute, dell’ambiente, del diritto a un lavoro salubre, sicuro e dignitoso alle esigenze della produzione industriale.
In secondo luogo, viola l’art. 41 della Costituzione, che individua nel divieto di recare danno alla sicurezza, libertà e dignità umana limiti invalicabili all’esercizio dell’iniziativa economica privata.
Vanifica gli effetti di provvedimenti legittimamente adottati dalla Magistratura, travalicando pericolosamente le attribuzioni dell’Esecutivo ed incrinando, di conseguenza, l’equilibrio istituzionale, i principi che connotano la funzione giurisdizionale e la separazione dei Poteri, le fondamenta stesse dello Stato di Diritto.

Due note importanti: la prima, nessuno fa cenno alle risorse ed al piano industriale e di risanamento. Nessuno accenna alla impressionante crisi di mercato, nè chiede conto anticipatamente alla proprietà dei mezzi messi in campo o delle prospettive.
E’ tutto pericolosamente aleatorio, ambiente a parte. 
La seconda riguarda l’onorevole Scandroglio, assai genovese, che improvvisamente si ricorda di ILVA, nonostante sia membro della commissione lavoro della Camera non da ieri, proponendoci la sua ricetta salvifica. Salvifica per i suoi elettori liguri, che godono del semilavorato tarantino senza più soffrirne i tremendi danni. Grazie al ministro Corrado Clini, sia detto per inciso.
Dal favoloso sito Openpolis, già da noi citato, possiamo apprendere però, di primo acchitto, che nelle cosiddette “votazioni chiave” più recenti, dai “tagli alla politica” fino “alla riduzione rimborsi elettorali”, egli ha scelto di essere sempre assente. O al massimo di astenersi.
Vedete un pò…

La sua concezione della tutela del lavoro altrui, dannoso o meno, è quindi alquanto viziata da una certa pilatesca, se non peggio, pratica parlamentare.
Da che pulpito, insomma, viene la predica…

Ma si sa, il pulpito peggiore è sempre quello del ministro Clini.
In assoluta (e singolare coincidenza) con le recentissime denunce del sempre gagliardo Matacchiera, del “Fondo antidiossina”, nume tutelare delle azioni e delle indagini antinquinamento a Taranto.
La prima sei giorni fa. Ecco qui qualche estratto:

Il passaggio del tornado del 28 novembre scorso, oltre ad aver causato danni ingentissimi alle cose materiali di tantissimi cittadini e della stessa acciaieria, potrebbe aver causato un danno sanitario ancora più rilevante se si confermasse che sulla sua traiettoria abbia trovato, così come sembra, la zona adibita a discarica del siderurgico, denominata “Mater Gratiae” che, come è noto, è ubicata all’interno della stessa area industriale, sempre di proprietà Ilva s.p.a.
La discarica in questione è anche a pochissima distanza dal popolatissimo Comune di Statte, anch’esso particolarmente colpito dal tornado, come ormai tutti tristemente sappiamo. Il fatto scaturisce dall’acquisizione e dalla visione di un ‘video-shock’ che e’ stato diffuso, in data 15 dicembre, attraverso la pagina web di una redazione giornalistica.

La seconda, oggi, riguarda le discarica interna all’ILVA, mater gratie, di cui questo afferma:

«Oggi, 17 dicembre, alle ore 09,15, in qualità di libero cittadino e di presidente della Onlus “Fondo Antidiossina”, ho depositato, presso gli uffici della Digos di Taranto, un nuovo esposto, relativo al presunto pericolo da amianto in area Ilva e nella discarica denominata “Mater Gratiae»: è quanto dichiara Fabio Matacchiera in un comunicato.

Sentite che dice in un video estratto dal telegiornale di RAINEWS, girato a Bruxelles questa mattina.
Un nuovo decreto legge che riguarda le discariche illegali.
Presenta la vicenda come fosse “generale” e generata dal richiamo della UE, che sarebbe sul punto di multare per 56 milioni di euro l’Italia (e altri 46 ogni sei mesi).
Ecco quindi l’esigenza di una nuova “misura urgente che ci consenta di gestire il processo di risanamento”:

Non credo altro abbisogni.
A prescindere dalla singolare coincidenza, in questa inusitata partita a scacchi tra ONLUS, redazioni giornalistiche (Il fatto quotidiano), magistratura e ministeri, guidati da tali voltagabbana, l’ipotesi che tutto sia fatto e gestito da sull’onda dell’emergenza fa rabbrividire. 
Anzi, dopo il decreto ILVA, fa indignare.
 

4 Responses to “Crestomazia ILVA: opinioni a confronto, da Altamarea a Michele Scandroglio. Passando per Clini”

  1. A furia di frequentare FiD anche lei è diventato un disco rotto?Che noia!!!!!

  2. Andretta,ci si vive in questo posto… io almeno scappo via spesso, altri per nulla.E' dovere di cittadinanza.Comunque non tema, l'aggiornamento costante ILVA sta per terminare, le vicenda è intellettualmente esaurita. Tranne qualche aspetto finale.Su FID sto seminando scompiglio, sono davvero perplesso da quel che leggo e da chi interviene…I coniglietti che fanno i leoncini, se escono fuori dal recinto se li pappano…

  3. La metafora mi è piaciuta con riserva, perchè ritengo gli animali i miei fratelli minori e custodi del mio supremo rispetto.Come si può accettare un iperbolico insulto civile come l'ILVA?Ma Domenico Modugno ha vissuto inutilmente?

  4. Anonymous Says:

    qua si fa a gara a chi è più rotto tra i dischi rotti…..e non so chi la vince….


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