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Ravi Shankar, l’indimenticabile … che ci lascia fior di eredi dicembre 12, 2012

Ravi e Anoushka Shankar al sitar

Due chiacchiere in ricordo del grande musicista. Suggerimenti video e brani musicali a seguire.

Per quanto abbia sempre amato Sri Ravi Shankar, indiano DOC di Varanasi, mai avevo saputo che fosse padre di due musiciste: una riconosciuta, Anoushka, suonatrice di Sitar come lui… l’altra, cantante molto nota in ambito jazz (nonchè pop) e forse anche a voi che leggete, dalla voce morbida e profonda. 
Parliamo di Nora Jones, che mai fu riconosciuta ma sembra proprio venire al 100% da quei musicali lombi.
La musica indiana è ovviamente la musica ancestrale del popolo indoeuropeo. I suoi ragas, fondati su scale musicali di base, sono la matrice di quel che poi sarebbe stato là dove il sole tramonta… e se pensiamo che il jazz stesso ha i suoi primissimi balbettii nel Donizetti direttore d’orchestra ad Istanbul, la capitale crocevia tra oriente ed occidente, che riarrangia e reinventa le marce storiche della banda dei giannizzeri, ultima permanenza del glorioso e tumultuoso corpo d’elite dei sultani… non facciamo fatica a capire il perchè dai Beatles ai Rolling Stones, da Zubin Metha a Philip Glass tutti rimasero ipnotizzati dalle sonorità del grande maestro. Che fu presente anche a Woodstock, per poi essere definito da George Harrison “The godfather of world music” (e dei due insieme youtube ci offre un bellissimo videoricordo. Così come un interessante documentario sulla vita del pandit).

Di Ravi Shankar siamo qui oggi, ahinoi, a ricordare la scomparsa. 92 anni suonati.

Uomo saggio e rispettato, di lui ricordo anche il sardonico “segreto” per un matrimonio felice, ovvero che gli sposi vengano da nazioni diverse e non imparino mai la lingua dell’altro. E nemmeno una terza in comune.
Geethali Norah Jones Shankar, alla chitarra elettrica

Per ragioni anagrafiche, come abbiamo già ricordato, i figli dei fiori (ormai padri), con tutto il loro milieu, ci stanno via via lasciando.

In questo caso possiamo almeno consolarci con le eredi, che a loro modo proseguono l’avventura paterna, continuando a parlarci nell’unica lingua che non ha bisogno di traduttori per arrivare al cuore ed al cervello del suo pubblico: la musica.
Forse era questo l’unico idioma in cui il maestro credeva che due coniugi  potessero capirsi… chissà…
Come sempre, qui a seguire vari filmati e brani ultracelebri del grande maestro … ed uno in cui le due sorelle suonano insieme.
Buon ascolto, buona visione…
 

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