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Giornali online: Italia pessima, SOLE24ORE incluso dicembre 10, 2012

 Il pressapochismo nazionale: la stampa mediocre, le sovvenzioni pubbliche, la disattenzione alla rete…

Dal Sole24ore: risultato giusto, primo ministro sbagliato…

 

 

 

P.s. Ecco qui la “pronta” correzione, che il Sole24ore ha praticato or ora all’articolo di cui qui trattavamo un’ora fa. Questo è un risultato del fact checking di cui già parlammo, a proposito di una proposta del Corriere della Sera, cui non ci pare purtroppo ci sia stato gran seguito. Resta più che valido quel che abbiamo già scritto.

 

Da ieri sul SOLE24ORE online potete trovare un articolo dedicato alle elezioni in Romania, vinte dalla coalizione di centrosinistra guidata dal giovane Victor Ponta, sorta di Monti rumeno: in bocca al lupo mr. Ponta, la missione della modernizzazione della Romania è assai ardua e riguarda da vicino anche la penisola italiana, letteralmente colonizzata dall’emigrazione made in Bucuresti. Fonte per noi di non poche difficoltà.
Autentico Victor Ponta
L’immagine di Victor Ponta, protagonista insieme al presidente Traian Basescu di una sorta di telenovela nazionale e nazionalista, condita da elementi di politica internazionale piuttosto invadenti, è alquanto nota ai commentatori di politica internazionale.
Victor Ponta ha queste fattezze, come potete notare assai diverse da quelle mostrare sull’articolo del Sole 24 ore, di cui ho mostrato poc’anzi lo screenshot… Il problema non è tanto l’errore materiale, il refuso, che può sempre capitare. Ma la sua persistenza dopo un giorno intero, trattandosi di un’immagine relativa ad evento di notevole importanza ed arcinoto, conduce ad una riflessione sulla qualità della nostra informazione online.
Le più celebri testate internazionali si interrogano infatti sul futuro incerto delle loro edizioni cartacee, in calo costante di vendite. E da anni si sforzano di sfruttare al meglio quelle web, spesso ormai a pagamento, almeno se si desidera consultarle in versione integrale.
Le redazioni web di tali giornali sono parificate a quelle della carta stampata, con le quali comunque si interfacciano. E non si lesina certo nè sulla qualità del personale nè sull’inquadramento professionale.
Ma che accade in Italia? 

Accade che anche i giornali più prestigiosi continuano a puntare soprattutto sulla tiratura “fisica”.

Un pò per tipica lentezza italiana, condita di resistenza a qualsiasi cambiamento. 
Un pò perchè sono le dimensioni della tiratura cartacea a determinare le sovvenzioni statali, di cui abbondantemente campano. A prescindere dalle vendite e dai lettori “reali”. Sole 24 ore incluso.
Di conseguenza le redazioni online sono storicamente realizzate da stagisti, giovani tenuti alle scrivanie per ore ed ore senza remunerazione (o davvero esigua), sulla spinta data dalla speranza di essere considerati (e pagati) un giorno come giornalisti “veri”.
I risultati sono sotto gli occhi di tutti.
In questo caso emerge prepotente il provincialismo nostrano, che poco guarda al mondo, anche a quello immediatamente dirimpettaio.
Nonchè la carenza assoluta di correzione di bozze.
Quello qui segnalato è solo un esempio, particolarmente macroscopico. Ma ce ne sarebbero tantissimi.
 

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