corporeuscorpora

This WordPress.com site is the bee's knees

Chi sono i cristiani di oggi ? Tentata recensione luglio 23, 2012

In questo post chiediamo aiuto ai nostri 25 lettori quotidiani.

Un blog nostro amico ci ha fatto scoprire l’esistenza di un film, scoperta per la quale ai nostri amici va la nostra gratitudine.

Noi questo film lo vorremmo recensire, ma non siamo in grado di entrare in possesso di una copia se non in modo illegale

fotogramma tratto dal film storico “Black field”

Ma noi, qui a Corporeus Corpora, sebbene abbiamo posizioni nette sul diritto d’autore, aborriamo il ricorso a mezzi formalmente non consentiti. Se l’assetto giuridico e la politica criminale (perché di questo si tratta) correnti sono tali per cui la circolazione di materiali interessanti debba essere disincentivata, ebbene noi ci facciamo carico del disincentivo.

Poco importa che potremmo trovare il modo di far pervenire agli autori dell’opera il nostro contributo anche finanziario. Anche le coppie omosessuali trovano il modo di vivere la loro sessualità. Ma la questione è la sanzione della comunità a cui appartengono, di questo loro status di amanti omosessuali.

Il nostro approccio ai proibizionismi è socratico: avvelenateci pure e ricordate di sacrificare un gallo a Esculapio. Bacchettoni.

Se qualcuno dei nostri lettori riuscisse a procurarsene una copia legale o ad assistere ad una proiezione, saremmo lieti di considerare i suoi commenti sul film per la pubblicazione.

Ulteriore osservazione: giorni fa il mio stimato collega e coautore, l’Abate di Theleme, osservava che in una frase la signora Gates cita espressamente il coito interrotto. “La immagini una donna della cosiddetta alta società italiana che in una intervista pronuncia la locuzione ‘coito interrotto’ ?”

Ebbene la sola recensione del film in questione che indichi esplicitamente l’uso dei corpi, nel film, per significare questioni spirituali, è in inglese.

La frase in questione è questa :

We learn early on that Anthi has a penis, which we see as he cuts his inner thighs to sate his under­stand­able internal pain.

Poco prima l’articolo citava espressamente le fantasie erotiche vissute con colpa dalla giovane suora (che in realtà è un uomo) provocate dalla prossimità di un virile guerriero.

In italiano, di tutto questo, non troverete cenno.

Ma l’espressione Corporeus corpora, corda Deus che abbiamo scelto per caratterizzarci, dovrà pure significare qualcosa, rispetto a questa temperie culturale. Si accresce l’urgenza che l’Abate mi aiuti a chiarire il senso di questa locuzione.

Per ora, limitiamoci alla semplice dichiarazione che siamo bacchettoni. L’eros, il corpo quale chiave di accesso all’anima, li eclissiamo, perché sono temi sensibili, come le gengive con i ghiaccioli.

Dell’inspiegabilità della pulsione alla vita, unico rimedio contro la morte, ne facciamo una vergogna.

E per rimedio non intendo quello fattuale della prosecuzione della specie. Intendo quello della risposta soggettiva, dentro ognuno di noi, alla domanda ultima. La domanda, appunto, senza risposte possibili, sul piano reale. Il piano su cui dovremmo collocarci non è quello.

Solo dopo aver amato, noi stessi e gli altri, possiamo lasciare questa vita con senso compiuto. Il senso che possiamo costruire è solo soggettivo. Il vostro terrore dell’estinzione, la vostra ossessione del mission accomplished, sono fuorviati.

Qualcuno ci indicò la luna e noi, dopo qualche anno, abbiamo fatto un’istituzione (un totem ?) del dito. Una prestazione meno che entusiasmante, converrete.

Noi di Corporeus Corpora abbiamo la sensazione che il messaggio cristiano fosse un altro. Questo spiegherebbe il sentimento di tradimento nei confronti di noi stessi ragazzini che questa attitudine, dentro di noi, evoca.

Oggi, i cristiani sono gli omosessuali che rivendicano la sanzione della comunità a cui appartengono. La collocazione delle ortodossie con cui si confrontano la lasciamo, per esercizio, ai lettori.

Siccome per testi rivolti al pubblico si usa chiudere con una nota di speranza, non possiamo che citare la notizia per cui un deputato americano, membro della camera dei rappresentanti da 32 anni, è convolato a nozze con un uomo e ha dichiarato:

“voglio che i miei colleghi interagiscano con un uomo gay sposato”

Noi non possiamo che alzare il calice alla tradizione democratica occidentale (figlia della liberazione cristiana ? Liberazione da cosa ?)


Nel frattempo ribadiamo l’invito a collaborare con noi per la recensione di questo film.

 

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...